Alla Scandone va in scena un copione già scritto

Alla piscina Felice Scandone di Napoli, va in scena un copione già scritto, sia per quanto riguarda l’aspetto sportivo – il derby tra Canottieri Napoli e Acquachiara – sia per l’emergenza “acqua sporca” di questa settimana.

L’attesa per gli appassionati di pallanuoto era già altissima la settimana scorsa con il derby tra Posillipo e Canottieri, finita con la vittoria della Canottieri – che non vinceva il derby da 24 anni – per 8 a 6, attesa che sarebbe culminata oggi con il secondo derby tra Canottieri e Acquachiara. Abbiamo rischiato però, questa volta molto più degli anni precedenti, di fare una pessima figura dinanzi all’intero mondo del nuoto italiano.

Andiamo con ordine, l’impianto di Fuorigrotta oggi oltre ospitare le tre napoletane del massimo campionato di Pallanuoto, ospita una gran quantità di società natatorie, minori e non, partenopee, di proprietà del comune, costruito nel ’60 per i Giochi del Mediterraneo, fu abbandonato, letteralmente, fino agli anni 80 quando fu ristrutturato, assumendo la “forma” attuale, non ha ormai vita facile da circa 15 anni. La Scandone costa molto, sopratutto nella sua manutenzione, ed è proprio qui che negli ultimi anni ha mostrato le falle più grosse. Read more

2° Trofeo Swim4Life: una settimana dopo

Parliamoci chiaro, quello che è andato in scena lo scorso week-end alla piscina Olimpic di Giugliano, è stato un evento sportivo eccezionale!

Non capita spesso che un trofeo di nuoto master, sopratutto nel circuito campano, abbia una così tale risonanza da finire a macchia d’olio, un po’ ovunque, anche se le premesse alla vigilia, lasciavano già presagire qualcosa. Prima il Corriere dello Sport, con un breve articolo, ne annunciava l’imminente inizio, poi a seguirli, nei giorni a seguire, sono state testate di rilievo, e nel mondo dello sport, e nel mondo del nuoto. Gazzetta dello Sport, International Swim Swag  e addirittura EuroSport News hanno dedicato più di poche righe all’avvenimento. A questo punto, se siete arrivati qui per caso, vi chiederete, cos’è avvenuto di tanto interessante domenica 4 maggio 2014? Cosa ha attirato l’interesse del mondo dello sport per quei 25mt di piscina coperta di Giugliano? Beh, proverò a farvi un breve sunto, da un occhio diverso, avendovi partecipato nella duplice veste di atleta (evitate sorrisetti sarcastici, grazie!) e di membro dello staff.

2nd-trofeo-swim4life

Partiamo col dire che già nella sua prima edizione, il trofeo, presentava alcune particolarità estremamente innovative per il mondo, diciamocelo francamente, estremamente bigotto dei master campani. La formula del calcolo dei punteggi per esempio, che ha fatto storcere il naso, e qualcosa di più del naso a qualcuno, era votata alla qualità piuttosto che alla quantità dei membri di una squadra. Mettiamoci poi la formula dei riscaldamenti intermedi, uno a metà del programma del mattino e uno a metà del pomeriggio, e la formula del trofeo che porta aria nuova nei master, è completa.

No. Questo non è bastato ad attirare l’attenzione delle testate nazionali, no. Non è stato neanche il fatto che, per la prima volta in campania, un trofeo è stato vinto da una società non campana (la GP Modugno per la precisione, a cui continuo a rinnovare i miei più sinceri complimenti). Non è stato nemmeno, permettetemi una piccola nota di parte, la quasi perfetta organizzazione del trofeo (tutto si può e si deve migliorare).

BeniBudapestL’attenzione è stata attirata da una gara, una sola gara, precisiamo anzi, una staffetta: la staffetta “Dream Team”.
La dream team non è altro che una staffetta, composta da otto squadre, in cui uno dei membri è un agonista. Ma questo non basta, anche l’anno prima era presente nel programma, anche se la caratura degli agonisti proposti quest’anno era alta, altissima. Michele e Gabriele Cosentino, Luca Mencarini, Francesco Vespe, Renato Ferrante, Simone Ciulli e Niccolò Beni. Fermi tutti. Rileggete l’ultimo nome. È colpa sua. L’attenzione è tutta su di lui. Non perchè lui sia forte e gli altri no, neanche perchè ha tentato di uccidere qualcuno con una pistola (scusate).

Beni ha deciso di salutare il nuoto, almeno quello agonistico, quello più sotto i riflettori. Ed ha deciso di farlo qui, in campania, a Giugliano (mica a Ostia o Riccione, non me ne vogliate eh), in un trofeo master. Ha deciso di regalare gloria e visibilità ad un trofeo particolare, un memorial per Marco Casale, co-fondatore del progetto Swim4Life, scomparso troppo presto, e che non ho neanche avuto modo di conoscere.

Tutto questo mix di fattori, ha reso possibile onorare la memoria di Marco, che sono sicuro, ovunque lui sia, sta li a godersi la scena, e a sorridere felice. Ciao Marco!