Breve manuale di convivenza tra CSS e Internet Explorer

Che Internet Explorer sia uno dei browser più buggati della storia del world wide web è una cosa nota, meno nota è il suo totale menefreghismo per gli standard W3C. Questo ultimo aspetto, fondamentale nella programmazione web, è causa di malanni psicofisici di ogni programmatore che almeno una volta nella vita ha dovuto lottare con tutte le sue forze per rendere compatibile con Internet Explorer con le proprie direttive.

La mia esperienza con la programmazione web, ed in particolar modo con l’aspetto grafico di un sito o di un applicazione web, mi ha portato spesso a dover trovare soluzioni, spesso folli, per la convivenza di regole css standard con il motore di Internet Explorer, ho così voluto condivedere questi trucchetti, veri e propri hack in alcuni casi, in un brebe manuale di convivenza tra CSS e Internet Explorer. Read more

Il mio amico Hashtag: Guida all’uso

Questo articolo non vuole essere una vera e propria guida all’uso degli hashtag, vuole piuttosto spiegare meglio la loro funzione “sociale”, e da essa come sfruttarne al meglio le potenzialità.

Premetto che non sono un’esperto di social media, nemmeno ho studiato sociologia o cose simili, ho solo passato un’infinità di ore su internet, e da solo ne ho appreso il buon utilizzo.

Partiamo col dire che l’hashtag ha una funzione ben specifica: “taggare” qualcosa (post, foto, video…) rendendo più agevole ad una persona, magari che noi non conosciamo e che non ci conosce, capire subito di cosa stiamo parlando.
Su Twitter questo concetto è estremo. Twitter stesso si basa quasi completamente su questo: la possibilità di cercare tutto quello che nel mondo, da una semplice notizia ad una foto o un video, è correlato con l’argomento di nostro interesse ed interaggire direttamente con chi ha diffuso qualcosa al riguardo, di commentarlo, e di diffonderlo a quante più persone possibile, retwittando.
Questo concetto, su Facebook, è meno forte, i contenuti “hashtaggati” sono limitati dalla privacy, difficili da seguire, e sopratutto sono commentabili “privatamente” perdendo completamente il concetto di “topic”. Possiamo tranquillamente dire che gli hashtag di Facebook sono una bruttissima copia di quelli di Twitter, o comunque implementati su social come Instagram, Pinterest o anche Google+.

Dopo questa breve divagazione, capirete quindi, che il corretto utilizzo degli hashtag diventa fondamentale se si vuole diffondere bene, per esempio, un messaggio o una notizia importante. Guardiamo quindi qualche linea guida su come usare bene e con criterio gli hashtag:

  1. Immediatezza: usate una parola che faccia subito capire di cosa state parlando. Se state parlando di calcio, non taggate la vostra squadra del cuore, taggate #calcio!
  2. Internazionalizzazione: se state parlando di un argomento di rilevanza mondiale (“faccina che ride sotto i baffi”), sarebbe buona norma, se state twittando, twittare in inglese, o al massimo fare due tweet distinti per lingua (Maradona è meglio di Pelè #calcio Maradona is better than Pelè #football)
  3. Poche Parole: è inutile, e secondo me fastidiosissimo, leggere interi periodi con un maledetto cancelletto davanti! Se rileggete bene quello che ho scritto, capirete che nessuno mai nel mondo si sognerebbe di cercare qualcosa del tipo “#oggisolevadoalmareemidiverto“!
  4. Have Fun: un hashtag può essere divertente, può portare “migliari e migliari” di persone a ridere su qualcosa, o sdrammatizzare, o comunicare che #mainagioia.
  5. Barra Spaziatrice: hashtag multipli? Usa uno spazio, il mondo te ne sarà grato. Per sempre. (#gli #hashtag #vanno #separati #da #uno #spazio! #se#scrivi#cosi#non#si#capisce#niente. #sallo.)