Riprendiamoci il Derby del Sud

Domani si gioca Napoli-Roma, la prima sfida dopo quella maledetta finale di Coppa Italia di cui tutti noi conosciamo l’epilogo. Poteva essere una festa quel giorno, la vittoria contro la Fiorentina all’olimpico di Roma e la chiusura del primo anno in azzurro di Benitez. Invece no.

Gemellagio Napoli e RomaIn campo sarà partita vera, di quelle che possono tenere incollati alla sedia tutti fino all’ultimo decimo di secondo. Fuori un po’ meno.
Sono troppo lontani, purtroppo, i tempi del Derby del Sud, o del Sole, una delle più belle sfide che il calcio italiano abbia mai regalato al mondo. Negli anni 70 e primi anni 80, le due squadre “emancipate” di quel mezzogiorno italiano si sfidavano con il cuore, con le gambe e con la passione. Sugli spalti era una festa, di colori, di bandiere, di sciarpe. La vera festa del calcio. Fino al 1987, quando qualche sfortunato evento sciolse il gemellaggio, che forse tutti ci invidiavano, inasprì la sfida, portandola ad essere una triste battaglia tra poveri, di valori, fatta di “insulti e spintoni”, come le tristi partite delle due milanesi o delle due torinesi (anche se nel caso della Mole Antonelliana possiamo immaginare facilmente dove sia la ragione e dove il torto). Le tre gemelle del nord che erano il simbolo di quel calcio che il derby del sud non rappresentava.

Ormai la frittata è fatta, penso, e difficilmente potrà tornare un gemellaggio tra Roma e Napoli, difficile ma non impossibile. Basterebbe cominciare con la partita di domani, sabato 1° novembre 2014. Basterebbe iniziare col cuore e con l’amore che chiede la madre di Ciro Esposito. Basterebbe iniziare col chiedersi se è giusto che una tifoseria non partecipi ad una festa. Poi si potrebbe passare al ripulire il calcio, prendere per il cravattino quelli a volto coperto, con le mazze, con i fumogeni e con l’odio, e buttarli fuori dalla nostra festa domenicale.

Conti e MaradonaBasterebbe anche non fare il gioco che vogliono che si faccia (e mi riferisco a fare tutto quello che porterebbe la mattina dopo a far coparire i soliti titoloni tristi su Napoli, e Roma, e sui napoletani e i romani). Basterebbe un gesto, basterebbe lasciare quella maledetta giornata di coppa fuori dal campo.
Cari Tifosi, quelli con la T maiuscola, non quelli che si autoattribuiscono un titolo non loro, riprendiamoci il derby, quello bello, quello fatto di calcio e basta. Lasciamo fuori da quel maledetto catino di Fuorigrotta l’odio. Non si addice a noi, romani e napoletani. non siamo conosciuti per questo nel mondo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *