L’importante è cadere con stile

Alla nascita sono separate da un anno, sei mesi e 125km, ed entrambi hanno avuto una carriera da sogno. Due vite quasi parallele, seppur lontane, e per sport e per luoghi. Cosi fino ad ora almeno.

Carolina, delle due quella più timida e riservata, vive una carriera sportiva tra alti e bassi, sempre li in alto, sempre a podio, un oro mondiale, ma mai, mai, un oro olimpico. Purtroppo.
Federica, tanto carattere e tante copertine, sempre li, in alto, sempre a podio, ma con l’oro olimpico al collo, quell’oro che tando meriterebbe Carolina.

Per Carolina, abituata a cadere, istruita a farlo con stile, con eleganza, per lei tanta amerezza. Giustizia poca, sia quella “divina”, se esiste, sia quella penale, meno ancora quella sportiva.
Per Federica, istruita a tuffarsi con stile, non a cadere, poca amarezza, ammettiamolo. Read more

Riprendiamoci il Derby del Sud

Domani si gioca Napoli-Roma, la prima sfida dopo quella maledetta finale di Coppa Italia di cui tutti noi conosciamo l’epilogo. Poteva essere una festa quel giorno, la vittoria contro la Fiorentina all’olimpico di Roma e la chiusura del primo anno in azzurro di Benitez. Invece no.

Gemellagio Napoli e RomaIn campo sarà partita vera, di quelle che possono tenere incollati alla sedia tutti fino all’ultimo decimo di secondo. Fuori un po’ meno.
Sono troppo lontani, purtroppo, i tempi del Derby del Sud, o del Sole, una delle più belle sfide che il calcio italiano abbia mai regalato al mondo. Negli anni 70 e primi anni 80, le due squadre “emancipate” di quel mezzogiorno italiano si sfidavano con il cuore, con le gambe e con la passione. Sugli spalti era una festa, di colori, di bandiere, di sciarpe. La vera festa del calcio. Fino al 1987, quando qualche sfortunato evento sciolse il gemellaggio, che forse tutti ci invidiavano, inasprì la sfida, portandola ad essere una triste battaglia tra poveri, di valori, fatta di “insulti e spintoni”, come le tristi partite delle due milanesi o delle due torinesi (anche se nel caso della Mole Antonelliana possiamo immaginare facilmente dove sia la ragione e dove il torto). Le tre gemelle del nord che erano il simbolo di quel calcio che il derby del sud non rappresentava. Read more

#StopBombingGaza: non è questione di parte!


Questa non è una questione di “da che parte stai tu?”. Non conta che tu sia per gli Israeliani o per i Palestinesi. Fermare i bombardamenti è una questione umana!
Nulla può giustificare un bombardamento, nulla, neanche la religione.

Diffondi. Diffondi perchè il prossimo “palestinese”, potresti essere tu.

#StopBombingGaza! Now!

Errani/Vinci per la storia, nell’indifferenza totale

Io sono fatto cosi, continuo ad emozionarmi e commuovermi di più per due ragazze che fanno la storia, piuttosto che per un matrimonio.

Queste due ragazze, Sara Errani (bolognese classe ’87) e Robera Vinci (tarantina classe ’83), hanno appena scritto la nuova storia del tennis italiano. Hanno vinto tutti i tornei dello Slam quest’anno, nessuna coppia italiana fino ad ora ha fatto come loro, e nel mondo, poche altre hanno centrato tali traguardi. Sono forti, amiche, inseparabili e sopratutto sono il nostro vanto sportivo migliore ad oggi. Ne il calcio, ne la Formula 1, dove una volta facevamo sfacelli, ci sta dando soddisfazioni internazionali, anzi.
Avranno ancora molto da scrivere insieme, ne sono certo. Come sono certo del fatto, che faranno poco rumore, come oggi.

E’ triste da dire, ma nemmeno una prima pagina come si deve è stata dedicata a loro: solo qualche immagine formato francobollo e un paio di grassetti. Sempre meglio dell’indifferenza generale quando le due raggiungono importanti risultati da sole. In quel caso vengono completamente dimenticate dalle prime pagine.
E’ più importante parlare dell’argentina in semifinale, di Balotelli in spiaggia, oppure dell’ingrato Prandelli in turchia.

Forse è vero, il tennis non è il nostro sport nazionale, e non abbiamo mai veramente brillato, sopratutto in campo maschile, ma il poco rumore dei media nei confronti di queste ragazze, è solo lo specchio della nostra situazione attuale. Ci piace di più speculare sui fallimenti che celebrare vittorie. A meno che queste non siano nel calcio.
Si, io sono un tifoso sfegatato di calcio, la domenica senza calcio non è la stessa cosa, ve ne do atto, ma non per questo me ne frego se da qualche parte nel mondo, un italiano, ha portato alto il nome della mia nazione.

In ogni caso: Grazie Sara! Grazie Roberta!