Scherma Italiana protagonista a Kazan. Ancora nessuna prima pagina

Oggi si chiude a Kazan, l’edizione 2014 dei Mondiali di Scherma, dove si è confermata, sopratutto in campo femminile, protagonista del panorama mondiale.

Arianna Errigo Oro a Kazan 20143 Ori, tutti femminili: Arianna Errigo e Rossella Fiamingo rispettivamente nel fioretto e nella spada indivisuale, più l’oro nel fioretto a squadre con la Errigo, Elisa Di Francisca, Martina Batini, già argento nel fioretto individuale, e l’eterna Valentina Vezzali.
4 Bronzi, Valentina Vezzali e Enrico Garozzo, fioretto e spada, e le compagini del fioretto maschile con Andrea Cassarà, Andrea Baldini, Giorgio Avola e Valerio Aspromonte, e della spada femminile con il quartetto composto dalla Fiamingo, Bianca Del Carretto, Mara Navarria, Francesca Quondamcarlo.

Un medagliere ricchissimo, che ci vede primi insieme alla Russia (siamo avanti grazie al maggior numero di ori), ricco di soddisfazioni e conferme. Ritornano competitivi i nostri uomini, e confermano la loro forza le donne. Nulla di tutto questo però è meritevole di attenzione, però, secondo i quotidiani nazionali. Ci riferiamo a quelli sportivi ovviamente, apparte qualche figurina di lato, nulla.

Fiamingo e GarozzoLe soddifazioni che provengono da altri sport monori, scherma in questo caso, ma potrei citare altri risultati mondiali o europei di sport a molti sconosciuti, non sono comparabili con le insoddisfazioni del calcio?

Nessuna prima pagina, nessun titolone, niente. È più importante l’incontro di Inzaghi con Berlusconi, è più importante l’infortunio di Morata, le verità di Conte, il mal di pancia di Prandelli e qualche titolone su De Laurentis.
In Italia esiste solo il calcio, ai bei tempi accompagnato da Formula 1 e Valentino Rossi, si perchè il resto del motomondiale è poco interessante. Le soddifazioni che provengono da altri sport monori, scherma in questo caso, ma potrei citare altri risultati mondiali o europei di sport a molti sconosciuti, non sono comparabili con le insoddisfazioni del calcio? Avverrà mai un cambiamento?

Fiamingo a Kazan 2014

Il presidente della FIGC che verrà

Manca molto poco al 11 agosto, giorno in cui sapremo le sorti della nuova federazione, quella FIGC uscita con le ossa rotte da un mondiale, quello brasiliano, che ha rasentato l’osceno.
Non approfondiamo le cause tecniche del naufragio della nave azzura, non parliamo del neo allenatore del Galatasaray, Prandelli, nel del commissario tecnico che verrà (Antonio Conte?).
Quello che avverrà in quel caldo, si spera, giorno di agosto, sarà lo spartiaque definitivo del nostro calcio.

I due candidati presidenti, Carlo Tavecchio e Demetrio Albertini, rapresenteranno sicuramente un cambio di rotta, in un modo o in un altro. I modi, questo sono il vero dilemma. Al momento nessuno dei due candidati ha spiegato bene che vuol fare.

L’anziano, o sarebbe più politically correct, l’esperto, Tavecchio ha parlato tanto, sin dai primi giorni post Brasile, ma è sempre sembrato evasivo, troppo attento a non scontentare nessuno con le sue risposte: “si ma anche no”, “no ma anche si”. Troppo attento alla politica e meno attento al programma.

Demetrio Albertini, candidato alla PresidenzaIl giovane, Albertini, dal canto suo ha detto qualcosa in più, si è spinto un gradino più in la: riduzione del numero di squadre di Serie A, più attenzione ai vivai, ma niente di preciso, neanche lui. Il difetto principale sta nella sua indecisione, da subito aveva detto di no alla sua candidatura, poi ha speso qualche giorno a pensarci, qualche giorno fa il no definitivo, e ora, spinto da qualche presidenza di Serie A, il si finale.

I bookmaker danno Tavecchio avanti di mezza misura su Albertini, ma anche in questo caso molti sono i nodi da sciogliere, eventuali “scissioni” dalla Lega Pro in favore di Albertini, e l’orientamento incerto di parte della Serie A nei confronti di Tavecchio.

il commissariamento è un diritto ed un dovere se non si dovesse eleggere il presidente federale il prossimo 11 agosto nell’assemblea elettiva

Giovanni Malagò, Preidente del CONIC’è anche una terza chance, quasi la migliore a fronte di decisioni forzate e politica da prima repubblica, un’ipotesi paventata dal presidente del CONI, Malagò in persona, quella del commissariamento della FIGC. Malagò chiede a voce alta un’elezione condivisa da una maggioranza ampia, molto più alta delle percentuali attuali, “possono esserci anche cinque candidature, l’importante è che quella che vince abbia una maggioranza di consensi in modo che non si sveglino il giorno dopo e dicano ‘ve lo avevo detto, non era la persona giusta’”. Un pensiero molto chiaro che fa avanzare dallo stesso Malagò, riflessioni serie “il commissariamento è un diritto ed un dovere se non si dovesse eleggere il presidente federale il prossimo 11 agosto nell’assemblea elettiva”.
É chiaro quindi che l’11 agosto 2014 sarà una data cruciale per il calcio italiano, qualunque sia l’esito della votazione.

Matematica a 5 Stelle

Prendiamo un pentastellato, il cittadino Carlo Sibilia, diamogli un problema di algebra molto semplice, del tipo:

Un contadino va sulla luna e raccoglie da un’albero di mele, 114 mele. Rientrato sulla terra questo vende 69 mele ad un americano. Quante mele restano al contadino?

La risposta che ne viene è molto semplice…

Ve lo giuro, non ho niente contro il movimento 5 stelle e i suoi cittadini. Diversamente ho qualcosa contro l’ignoranza. E vi giuro che forse anche Armstrong si sta rigirando nella tomba…

#StopBombingGaza: non è questione di parte!


Questa non è una questione di “da che parte stai tu?”. Non conta che tu sia per gli Israeliani o per i Palestinesi. Fermare i bombardamenti è una questione umana!
Nulla può giustificare un bombardamento, nulla, neanche la religione.

Diffondi. Diffondi perchè il prossimo “palestinese”, potresti essere tu.

#StopBombingGaza! Now!

Il mio amico Hashtag: Guida all’uso

Questo articolo non vuole essere una vera e propria guida all’uso degli hashtag, vuole piuttosto spiegare meglio la loro funzione “sociale”, e da essa come sfruttarne al meglio le potenzialità.

Premetto che non sono un’esperto di social media, nemmeno ho studiato sociologia o cose simili, ho solo passato un’infinità di ore su internet, e da solo ne ho appreso il buon utilizzo.

Partiamo col dire che l’hashtag ha una funzione ben specifica: “taggare” qualcosa (post, foto, video…) rendendo più agevole ad una persona, magari che noi non conosciamo e che non ci conosce, capire subito di cosa stiamo parlando.
Su Twitter questo concetto è estremo. Twitter stesso si basa quasi completamente su questo: la possibilità di cercare tutto quello che nel mondo, da una semplice notizia ad una foto o un video, è correlato con l’argomento di nostro interesse ed interaggire direttamente con chi ha diffuso qualcosa al riguardo, di commentarlo, e di diffonderlo a quante più persone possibile, retwittando.
Questo concetto, su Facebook, è meno forte, i contenuti “hashtaggati” sono limitati dalla privacy, difficili da seguire, e sopratutto sono commentabili “privatamente” perdendo completamente il concetto di “topic”. Possiamo tranquillamente dire che gli hashtag di Facebook sono una bruttissima copia di quelli di Twitter, o comunque implementati su social come Instagram, Pinterest o anche Google+.

Dopo questa breve divagazione, capirete quindi, che il corretto utilizzo degli hashtag diventa fondamentale se si vuole diffondere bene, per esempio, un messaggio o una notizia importante. Guardiamo quindi qualche linea guida su come usare bene e con criterio gli hashtag:

  1. Immediatezza: usate una parola che faccia subito capire di cosa state parlando. Se state parlando di calcio, non taggate la vostra squadra del cuore, taggate #calcio!
  2. Internazionalizzazione: se state parlando di un argomento di rilevanza mondiale (“faccina che ride sotto i baffi”), sarebbe buona norma, se state twittando, twittare in inglese, o al massimo fare due tweet distinti per lingua (Maradona è meglio di Pelè #calcio Maradona is better than Pelè #football)
  3. Poche Parole: è inutile, e secondo me fastidiosissimo, leggere interi periodi con un maledetto cancelletto davanti! Se rileggete bene quello che ho scritto, capirete che nessuno mai nel mondo si sognerebbe di cercare qualcosa del tipo “#oggisolevadoalmareemidiverto“!
  4. Have Fun: un hashtag può essere divertente, può portare “migliari e migliari” di persone a ridere su qualcosa, o sdrammatizzare, o comunicare che #mainagioia.
  5. Barra Spaziatrice: hashtag multipli? Usa uno spazio, il mondo te ne sarà grato. Per sempre. (#gli #hashtag #vanno #separati #da #uno #spazio! #se#scrivi#cosi#non#si#capisce#niente. #sallo.)